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Caccia aperta ai «furbetti» proprietari di case-fantasma. Il Comune vuole censire quelle abitazioni che sfuggono alle tasse

E’ caccia ai furbetti proprietari di immobili. A Massafra l’amministrazione comunale pronta a portare alla luce le case fantasma. Quelle, cioè, sconosciute al catasto e che sfuggono a qualsiasi tipo di tassazione, anche se spesso sono abitate, insieme a e quelle non in regola con le autorizzazioni previste. Il fenomeno è diffuso su tutto il territorio nazionale. Solo a Massafra. dal rapporto stilato dal Comune, riguardante gli immobili e le opere realizzate abusivamente (Dpr 380/2(101), nei mesi di novembre e dicembre 2011, sono stati rilevati sei immobili e opere realizzate abusivamente.

Nel mirino non ci sono però soltanto le case fantasma, ma anche quelle classificate in categorie inferiori rispetto a quella dl effettivo utilizzo con conseguente evasione parziale di lrpef, Tarsu e Ici.

«Si tratta – commenta il sindaco di Massafra, Martino Tamburrano – di controlli finalizzati al rispetto delle disposizioni legislativa e regolamentari in materia di edilizia. Molto spesso riguardano gli interventi dl manutenzione ordinaria e straordinaria degli immobili, per i quali necessitano apposite autorizzazioni». A volte, infatti, capita di apportare migliorie agli immobile modificando la categoria catastale.

«Ci sono cittadini – prosegue Tamburrano – che non hanno mai accatastato il proprio immobile. In questi anni, attraverso degli attenti controlli incrociati con l’Agenzia delle Entrate, ne abbiamo scovati diversi. Per molti di questi casi ci troviamo di fronte a veri casi di evasione, che arrecano ingenti danni alle casse comunali e alla società».

L’amministrazione comunale massafrese sposa, quindi, la linea del rigore che, molto spesso, porta all’impopolarità. «Abbiamo l’obbligo morale nei confronti della Città di creare le condizioni di equità fiscale. Tutti – ribadisce Tamburrano – dobbiamo pagare le tasse. Certo, portando avanti questa linea, c’è il rischio che il coraggio di assicurare la legalità possa ritorcersi contro. Nello stesso tempo, siamo convinti che questa linea nel medio-lungo periodo produce consenso».

Reprimere l’abusivismo è un obbligo, ma anche un modo per tenere i conti in ordine e promuovere l’equità e la giustizia fiscale.

«L’impegno di questa amministrazione guarda all’interesse comune, evitando privilegi. Al riguardo – dice il sindaco – abbiamo bandito una gara d’appalto, per Individuare un’apposita azienda che possa individuare tutti quei cittadini non in regola con le lasse. L’obiettivo di questa amministrazione conclude il sindaco — è quello di riuscire a tenere sotto controllo l’utilizzo del territorio».

La Gazzetta del Mezzogiorno del 11 gennaio 2012

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